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La nuova borsa must-have: Amarna di Sabry Marouf

Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Sabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry Marouf ...

Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Iwen - Primavera/Estate 2019Sabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry MaroufSabry Marouf

Ahmed Sabry e Daki Marouf raccontano la loro nuova collezione di borse, Amarna.

Il nome del brand è un mix dei vostri cognomi, ma in che modo mescolate invece i vostri talenti e le vostre caratteristiche individuali nel vostro lavoro?

Ognuno di noi ha una passione e una determinazione propria, complementare a quella dellâaltro e cerchiamo di incastrarci in modo da riuscire a comunicare il nostro messaggio in modo efficace. Il nostro messaggio si basa sul viaggio dellâessere umano, sulla conoscenza e sulle cose che i nostri antenati hanno realizzato e che sono arrivate fino a noi. E questo è un aspetto che condividiamo. Abbiamo lo stesso tipo di prospettiva ma con punti di vista leggermente diversi. E poiché crescendo abbiamo vissuto esperienze diverse, portiamo cose diverse nel nostro lavoro.

Potete dirci qualcosa di più sulle vostre esperienze precedenti nella moda, nellâarte e nel mondo creativo?

Veniamo da percorsi molto diversi, poi le nostre strade si sono incrociate. Sabry ha iniziato a lavorare nei Media e nel Marketing dopo la laurea in Pubblicità e Pubbliche Relazioni. Marouf, che era un buon amico di Sabry, si è laureato in Architettura e ha lavorato per uno studio che si occupava di arredi di lusso al Cairo. Marouf è un imprenditore innato e ha sempre avuto un grande talento per  la creazione di brand e per il luxury management, e ha subito visto le potenzialità di una collaborazione con Sabry. E così è stato, ed è nato Sabry-Marouf con lâobbiettivo di creare un nuovo linguaggio nel design, che rende omaggio al nostro retaggio culturale ma che al tempo stesso ha un approccio moderno allâestetica e al modo di vivere. Insieme abbiamo creato altre tre collezioni che abbiamo messo in vendita a eventi privati (erano più che altro delle feste, con amici e amici di amici) e abbiamo venduto molto bene. Ma câera qualcosa che mancava. Sentivamo di non avere ancora certe capacità e le conoscenze specifiche di questo settore, e visto che volevamo essere parte delâindustria globale, abbiamo deciso di continuare a studiare, e abbiamo fatto un Master al  London College of Fashion. à stata unâopportunità unica,  abbiamo continuato a collaborare per il brand e al contempo studiavamo cose diverse: Marouf ha scelto un Master in Fashion Entrepreneurship & Innovation, mentre Sabry ha ultimato il celebre Master Fashion Artefact.

Come è nata la linea Amarna dopo la vostra esperienza con i gioielli? 

Amarna è nata da un desiderio di imparare a utilizzare nuovi materiali e al contempo raccontare cose nuove con le nostre creazioni. Sabry ha trovato per caso un libro pubblicato dal  Metropolitan Museum di New York, âRoyal Women of Amarnaâ che parla di un periodo straordinario nella storia dellâantico Egitto, chiamato il periodo Amarna, in cui la società, la religione e lâarte in Egitto sono completamente cambiati. E la cosa incredibile è che câè stata una totale rottura con le regole e i dogmi artistici che per centinaia di anni erano stati in auge in tutto lâEgitto. Questa trasformazione fu portata avanti dalla regina Nefertiti e dal re Akhenaten della diciottesima dinastia che si ribellarono allo status quo per creare una città nuova fondata su nuovi principi, e in questo furono seguiti da migliaia di persone che aiutarono a costruire la città di Amarna (nota anche come Akhetaten nellâantichità). Tutto, dallâarte allâarchitettura, in questo breve periodo era basato su nuovi ideali, nuove forme, nuove proporzioni; materiali e tecniche non erano più legati alla tradizione ma erano piuttosto una sintesi di essa, con un approccio innovativo. Câera unâapertura a nuove influenze e a nuovi modi di pensare. Questâidea ci è sembrata molto vicina a noi e al punto in cui ci trovavamo nel nostro percorso insieme, quindi abbiamo iniziato una ricerca approfondita degli oggetti di quel tempo che sono sopravvissuti fino a noi per capire cosa li rendesse così unici, e riportare lo spirito di Amarna negli oggetti di lusso dei nostri tempi (le nostre borse): strane ma familiari, non convenzionali ma senza tempo.

Il brand fa base fra lâEgitto e il Regno Unito: ma dovâè casa per voi? E in che modo i due Paesi influenzano le vostre creazioni?

Parliamo spesso dellâidea di casa, di origini e provenienza. Siamo entrambi cresciuti fra lâEgitto e gli Stati Uniti. E questo ha influenzato molto il nostro modo di vedere il mondo, e ci ha portato a conoscere modi diversi di essere e culture diverse, e questo ci ha aperto gli occhi e ci ha insegnato a essere umili. Dovâè casa? à una domanda a cui è difficile rispondere. A volte casa è dove hai il tuo cuore. E casa è famiglia, amici, e le persone e le cose che ami. Quindi in qualche modo, âcasaâ non è da nessuna parte. Ma crescere in Egitto ha sicuramente definito la nostra personalità e le nostre emozioni, eravamo esposti a un patrimonio culturale immenso che ci ha dato una sorta di senso di responsabilità, e persino unâurgenza, in quanto giovani designer, perché sappiamo che significato ha lâEgitto per il mondo, quello che ha dato al mondo in termini di cultura e conoscenza, eppure câè una discrepanza nel mondo come è oggi. Vogliamo costruire dei ponti, ma a modo nostro. Vivere nel Regno Unito è un fantastico trampolino di lancio, se vogliamo, per arrivare in tutto il mondo. E stare a Londra è anche un grande vantaggio, è uno dei fulcri più grandi e innovativi per la moda e noi vogliamo essere parte di questo ecosistema che guarda al futuro, che per noi ha unâimportanza cruciale.

Quali sono state le ispirazioni per la PE 2019?

La collezione è intitolata âIwenâ, il termine in egiziano antico per âcoloreâ, ma può significare anche indistintamente aspetto, carattere, essere o natura. à un modo per continuare nella nostra ricerca per rivisitare in modo creativo le forme iconiche dellâantichità alla luce di unâestetica moderna, grazie a una tecnologia dâavanguardia e tecniche artigianali. Per la PE ci siamo ispirati alle scene piene di colore della vita lungo il fiume Nilo: i toni di verde dei campi infiniti che si muovono con la brezza calda della valle, mixati con i blu profondi e lucenti del fiume Nilo, ri aggi dorati del sole che filtrano fra il rosa e lâarancio del cielo. Una scena vibrante di grande impatto emotivo che evoca un senso di pace e di equilibrio interiore.

Abbiamo capito che la purezza dei colori era molto importante per i nostri antenati, celebri per aver creato i primi pigmenti e tinture sintetici con grande maestria, imparando a lavorare e combinare elementi già presenti in natura, trasformandoli in opere dâarte di grande espressività. Quello che è interessante  è il modo in cui ciascuno di questi elementi si è trasformato nelle credenze metafisiche della nostra cultura. Oggetti diversi fra loro ma dello stesso colore avevano, ad esempio, le stesse identiche proprietà. E questa sovrapposizione fra scienza e simbolismo nel concetto di  Iwen ci ha molto intrigati, câè qualcosa che va approfondito e discusso nel modo in cui percepiamo  gli oggetti di un certo colore e con determinate proprietà.

Che rapporto avete con i materiali? Per la vostra collezione di gioielli avete utilizzato il know-how acquisito nei due anni passati con gli operai metallurgici e artisti del metallo al Cairo. E per le borse?

 I materiali sono i vettori attraverso cui creiamo un significato, tramite la forma e la funzione che vengono assegnati a un dato materiale. Per quanto riguarda le nostre borse, abbiamo passato molto tempo a imparare lâarte della pelletteria. Oltre allâanno e mezzo dei nostri Master al LCF, abbiamo passato due anni lavorando a stretto contatto con artigiani in Egitto, nel Regno Unito, in Italia e in Spagna per sviluppare e adattare nuove tecniche per  le nostre originali borse. Crediamo che la ricerca e lo sviluppo che portano allâinnovazione tecnica e materiale siano una priorità assoluta. Ci sono già così tanti prodotti sul mercato, cose sempre uguali, tanto parlare. Noi vogliamo presentare qualcosa di completamente nuovo ai nostri clienti, utilizzando alcuni materiali già esistenti come pelle, metallo, legno e materiali riciclati ma lavorati in modi nuovi, mescolando tecniche artigianali tradizionali con tecnologie allâavanguardia.

Se doveste citare un trend a cui vi sentite in qualche modo legati, quale sarebbe?

Non facciamo molto caso alle tendenze. I trend vanno e vengono. Piuttosto ci riconosciamo nei trend che durano di più, in quelli sostenibili. E stiamo lavorando per diventare un brand sostenibile, con una comunicazione trasparente. E siamo anche interessati ai movimenti che si dedicano a creare oggetti che possono davvero facilitare la vita dei nostri clienti , o semplicemente arricchirla o renderla più gradevole in modi nuovi, con la tecnologia indossabile, con funzioni inaspettate, e in generale diventare un brand fondato su innovazione, sincerità e onestà.

Quali sono gli oggetti che vi piace creare di più?

Oggetti che evocano emozioni vere e inaspettate, cerchiamo di creare cose che possano ispirare un senso di meraviglia.

Qual è il vostro motto?

Un motto dei nostri antenati: âOgni verità che impari sarà per te nuova, come se non fosse mai stata scritta.â

Che rapporto avete con i social?

Sono un modo fantastico per avere un vero dialogo con il nostro pubblico. Ma siamo molto cauti con i social media, vogliamo preservare lâautenticità del brand e non attenuarla troppo. Gestire i social può essere complicato, perché può essere molto faticoso (ma molto importante). Vediamo molti stilisti emergenti che affidano i loro social media ad aziende o persone esterne, e questo può rendere la voce digitale del brand magari troppo generica. Ci teniamo alla larga da questo genere di cose, e gestiamo noi stessi i nostri profili social, ci prende tempo ma è il nostro collegamento diretto con il nostro pubblico ed è un vantaggio enorme per noi.

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